Verbicaresi a tavola: feste religiose

 

 

Verbicaro - Verbicaresi illustri

Pasquale Cascino

Storia di emigrazione coronata dal successo

E' una storia di emigrazione coronata dal successo di una vita spesa lontano dal proprio Paese, quella di Pasquale Cascino, ricordato in Provincia nel corso di un toccante ma anche proficuo incontro alla presenza del Presidente, onorevole Mario Oliverio, dal Vicepresidente, Salvatore Perugini, dall'assessore Arturo Riccetti e del figlio di Cascino, Marcos Antonio, oggi Direttore Pedagogico ed Amministratore Unico di una delle Università  più importanti del Brasile.

Quella stessa fondata da suo padre, partito con la prima ondata di emigrazione, nei primi decenni del '900, da Verbicaro, nell'interno dell' Alto Tirreno cosentino, alla volta di San Paolo, in Brasile. Con pochi mezzi, sia materiali che di bagaglio culturale acquisito, provvisto tuttavia di un grandissimo amore verso al cultura e animato dall'ansia di sapere, Pasquale Cascino diviene prima apprendista sarto, riesce poi a cominciare gli studi di dattilografia, fonda quindi una scuola proprio di dattilografia che dà una speranza di futuro a decine di giovani. Nel 1949 la scuola si ingrandisce e diviene di commercio; con tutti i risparmi messi da parte acquista un terreno e si dedica a costruire una Università privata (come è solito in Brasile dove l'istruzione pubblica superiore copre solo una minima parte del totale): l'Università Italo-Brasiliana che oggi si estende su 17.000 mq, è frequentata da 3.500 studenti che a partire dal prossimo anno saliranno a 5.000 ed è punto di eccellenza nel sistema formativo del Paese sudamericano. Pasquale Cascino, laureatosi nel frattempo, la dirige per moltissimi anni. Fino a quando, come ricordato dal Sindaco di Verbicaro, Carmine Cirimele che al concittadino ha recentemente intitolato una piazza, nell'estate del 2003 fa appena in tempo a rivedere il suo paese per poi morire.

Un grande calabrese insomma, secondo le parole dell'onorevole Oliverio che ha ricevuto Marcos Antonio Cascino, al quale ha sottolineato come l'attenzione verso l'emigrazione sia un punto qualificante dell'intera azione amministrativa.

"Le relazioni con i nostri concittadini che vivono stabilmente all' estero- ha detto Oliverio- rivestono per noi una importanza fondamentale. Tanto da prevedere, per il 2006 un grande evento che coinvolgerà i calabresi nel mondo, un universo variegato che vogliamo ricondurre ad unità. Una grande operazione culturale dapprima, sociale quindi, che coglie forti spinte ed esigenze anche interiori dei nostri emigrati, alla quale stiamo già lavorando.L'emigrazione è oggi un grande valore aggiunto. Stringere legami profondi, lontani dal rito, dal folklore, dal formale, recuperare le grandi esperienze che vivono al suo interno,significa vivificare il nostro essere residenti in Patria. Renderla parte integrante del nostro modo di essere amministratori non può non qualificarsi come valore irrinunciabile."

Un messaggio accolto con grande soddisfazione dal Dottor Marcos Antonio Cascino che, nell'emozione, ringraziando la Giunta di Verbicaro ed il Presidente dell'Associazione i Verbicaresi nel Mondo, Pasquale D' Amante, presenti all'incontro,si è detto felice della sensibilità mostrata dalla Provincia.

"Realizzo un sogno di mio padre- ha partecipato il Direttore dell' Università Italo-Brasiliana ed intendo vivificarlo proponendo un legame che possa durare nel tempo attraverso iniziative comuni verso l' interscambio culturale".

Un interscambio che è stato individuato nella costituzione di una borsa di studio intitolata a Pasquale Cascino, appunto, che consentirà a studenti calabresi delle scuole superiori e delle Università di usufruire di periodi di studio presso l'Università di San Paolo. Una esperienza che verrà avviata a breve, dopo il perfezionamento delle necessarie formalità. La prima, tuttavia è stato annunciato dal Presidente Oliverio e dall'Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura, Salvatore Perugini, nonché dall'assessore Riccetti di altre che terranno in massimo conto il rapporto instauratosi con una tanto prestigiosa struttura di formazione che si deve ad un nostro conterraneo, alla sua tenacia, alla sua passione ed intelligenza.

Coseno.provincia.cs.it

 

 
Verbicaro ricorda un figlio illustre
 
Sabato 18 maggio, il Sindaco di Verbicaro, l’Amministrazione comunale e la popolazione tutta, hanno ricordato, con una solenne cerimonia, Enrico Carlomagno. Primo Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro e Presidente Onorario della Corte di Cassazione. Alla manifestazione sono intervenuti il Procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro, il Prefetto di Cosenza e altre personalità politiche e religiose. Al Presidente Carlomagno è stata intitolata una piazza adiacente via Roma, nei pressi di piazza Gesù Maestro. Nell’ambito della manifestazione è stata scoperta una effigie bronzea dell'emerito giurista.
 
Enrico Carlomagno (1876-1959)
 
Alto magistrato, noto e apprezzato negli ambienti forensi calabresi come il  Presidente Carlomagno, il suo impegno in magistratura è stato caratterizzato da incarichi di alto livello, nei quali egli ha sempre mostrato un grande senso della giustizia, unito ad una mai sopita ansia di libertà.
Negli anni che seguirono la prima guerra mondiale (1915-18), fu a Pola e curò la transizione dalla legislazione civile austro-ungarica a quella del Regno d’Italia.
Negli anni ’20-’30 è stato magistrato in Libia, a Tripoli, quindi presidente alla Corte d’Assise di Nicastro. Il suo convinto antifascismo gli fece rifiutare l’iscrizione al partito di Mussolini, anche quando da essa dipendevano riconoscimenti e promozioni. Per questo divenne Primo Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro solo dopo il 1943.
Concluse il suo cursus honorem con la nomina a Primo Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione.
Falcone Lucifero, il ministro della Real Casa, nel telegramma di condoglianze indirizzato alla moglie del presidente Carlomagno dopo la sua morte, così ha scritto: «Sua Maestà si inchina reverente sulla tomba dell’eminente giurista, dell’insigne magistrato, del perfetto gentiluomo e desidera ricordare i segnalati servigi da lui resi al Paese, in una onorata carriera».

 

          

Nelle foto sono visibili l'effigie bronzea e la piazza dedicata a Enrico Carlomagno

 

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